La comunità trova il suo momento di celebrazione nell’assemblea. Ma non bisogna considerare l’assemblea soltanto il luogo dove prendere decisioni.

L’assemblea è il momento in cui la comunità si ritrova per celebrare se stessa, il suo essere comunità. L’assemblea è la comunità che si incontra, è la piazza che si riempe.

Nella pratica poi si finisce per considerare l’assemblea il luogo decisionale. Ma questo in gran parte è un equivoco, perchè nel momento in cui la comunità si incontra è abitudine affrontare le questioni irrisolte, e quindi prendere decisioni. Ma non dovrebbe essere proprio così.

L’assemblea non dovrebbe essere il luogo delle decisioni, che andrebbero piuttosto prese al di fuori di essa, in strutture organizzate apposta per prendere decisioni, o ancora meglio, facendo. E infatti, spesso le decisioni prese in assemblea restano sulla carta, e il fare viene invece deciso altrove. Questo crea spesso un senso di frustrazione nelle comunità.

L’assemblea è invece il luogo in cui la comunità si ritrova, e il ritrovarsi serve a fare un percorso insieme. E questo non avviene prendendo decisioni, ma dialogando, discutendo, conoscendosi.

L’assemblea è il luogo della parola. E la parola è conoscenza reciproca, e anche incomprensione reciproca.

Come abbiamo già illustrato in un precedente articolo, la comunità è flusso vitale, e il miglior metodo decisionale è quello di non decidere.

L’assemblea è certamente un ente femminile, è un elemento Yang, nella complessità che questo può significare. La decisione invece è tipicamente un elemento Yin, maschile, è guerra. Sono due opposti complementari, è quindi un errore identificare l’assemblea con il luogo delle decisioni, anzi, sono due opposti.

L’assemblea è il luogo in cui ci si prende cura della comunità.

E ancora di più, l’assemblea è un luogo magico, intendendo il termine “magico” come quell’insieme di simboli, riti, conoscenze ed esperienze che sono patrimonio di una comunità. Dunque, se l’assemblea è ben curata dai suoi partecipanti, diventa luogo di saggezza.

Spesso nelle comunità ci si ostina a trovare il meccanismo decisionale perfetto da applicare in assemblea, senza trovarlo mai. Si cercano percentuali di voto che facciano funzionare tutto perfettamente, per poi scoprire che questa perfezione non c’è.

L’assemblea invece ha bisogno soltanto di cura, attenzione, premura, equilibrio da parte dei suoi partecipanti.

Per approfondire

Cinema

Filosofia

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