Vivere in un ecovillaggio o in una comunità vuol dire innanzitutto fare una scelta per il bene comune. In una comunità i partecipanti collaborano al benessere collettivo, di più che in una società non comunitaria.

Ma cosa vuol dire? Sono le solite chiacchiere ben lontane dalla realtà?!

Cominciamo dallo spiegare cosa sia il dilemma del bene comune: perseguire l’interesse di tutti è la soluzione migliore per tutti, ma il singolo invece ha un interesse immediato a perseguire il proprio interesse particolare, a danno dell’interesse di tutti. In altre parole, perseguire il bene comune comporta una rinuncia individuale nell’immediato, in favore di una ricompensa per tutti nel lungo periodo.

Si potrebbero fare tantissimi esempi, qui facciamo quello dell’inquinamento: un’industria ha un interesse immediato a inquinare, perchè così può ridurre i costi, ma se tutte le industrie perseguono in questo modo il proprio interesse privato danneggiano tutti, e quindi il risultato ottenuto è peggiore per tutti rispetto all’ipotesi in cui tutti perseguono l’interesse pubblico di non inquinare.

Ciascuno di noi sperimenta questo dilemma quotidianamente: avere un comportamento opportunista conviene nell’immediato, ma alla fine dei conti danneggia tutti.

Scegliere di vivere in una comunità vuol dire collaborare di più per perseguire il bene comune. Ma cosa vuol dire di più?

La risposta che viene spontanea è quella che ognuno si impegni individualmente a perseguire l’interesse pubblico. La somma dei comportamenti virtuosi individuali permetterà di raggiungere l’interesse pubblico, di tutti. In realtà con nella pratica questa strada si rivela impraticabile e destinata all’insuccesso.

Il bene comune infatti non si può perseguire a livello individuale, perchè singolarmente sarà sempre conveniente un comportamento opportunistico. Si dice infatti “lo faccio perchè fanno tutti così“.

E quindi, come si fa?

Il bene comune si può perseguire solo a livello comunitario, creando una comunità sana. Una comunità sana rende meno convenienti i comportamenti opportunistici, e favorisce invece coloro che agiscono per il bene di tutti.

Su cosa sia e come funzioni una comunità sana ne parliamo continuamente, quindi vi invitiamo semplicemente a leggere la nostra guida. Solo una comunità sana permette ai suoi appartenenti di agire per il bene comune.

Esiste però anche un’altra possibilità. Cioè che un individuo scelga spontaneamente di rinunciare al proprio interesse privato immediato per perseguire in modo sistematico l’interesse pubblico, cioè sia “altruista“. Sia chiaro, questa non è una scelta conveniente, nel senso che coloro che intorno alla persona altruista agiranno in modo opportunistico ne ricaveranno un guadagno immediato. La scelta altruista infatti non è una scelta di interesse, ma ideale.

La scelta altruista è sempre di pochi, perchè non è conveniente. Ma all’interno di un gruppo sociale immorale resta l’unica eticamente possibile.

Infine vale ricordare che questo articolo lascia irrisolta la questione di cosa sia il bene comune nei casi concreti, di come si possa discernere cosa sia bene comune da ciò che non lo è. Per approfondire questa fondamentale questione, vi rimandiamo ancora una volta al resto della guida.

Per approfondire

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