Ciao Serena, come va il progetto dell’ecovillaggio Antico Sentiero?

Beh direi che non ci possiamo lamentare. 😊

Va tutto secondo i piani e anche un po’ più in fretta del previsto.
Quello che è decisamente più difficile del previsto è trovare persone nuove, determinate a restare, con cui condividere il percorso.
L’affinita’ perfetta si guadagna con tanta fatica ed è chiaramente difficile trovare persone disposte a rischiare di perdere 2-3 anni di tempo a “provare” per poi magari scoprire che non fa per loro (o per noi…).

Nel concreto siamo le stesse persone che hanno dato il via a tutto più un via vai di viandanti che si fermano per più o meno lunghi periodi di tempo.

Il che non dispiace eh… ma un giorno speriamo di diventare di più.

Stiamo arrivando al punto da avere più opportunità che persone disposte a coglierle.

E’ una cosa interessante, Serena, di preciso dove vi trovate?

Pareto, in provincia di Alessandria.

Scusami se te le chiedo, ma l’aspetto economico come va?

Nessun problema… Le nostre economie sono tutte in comune. Gli accantonamenti, i risparmi, le eredità restano private e date al gruppo solo su base volontaria ma c’è il divieto assoluto di utilizzarle per spese personali come “lussi” di vario genere. Per intenderci, possono essere utilizzate per acquisti utili a tutti o per necessità vere che la comunità non ha le finanze per sostenere. Altrimenti vanno solo conservati. Le proprietà come le auto, gli attrezzi, eccetra, restano intestate al proprietario iniziale ma deve concederne l’utilizzo comunitario. Tutto ciò che viene guadagnato, anche con lavori esterni, finisce nelle casse comuni.

I movimenti della cassa comune vengono tutti registrati e resi accessibili a tutti i membri ogni mese.

Ogni spesa che va oltre l’ordinario viene valutata e fatta solo su assenso collettivo.

E’ interessante anche questo! Ma le entrate da dove arrivano? E se posso chiedere, le entrate bastano per portare avanti il progetto di ecovillaggio?

Le entrate arrivano da diversi lati: facciamo dei lavoretti esterni (col limite imprescindibile che ci piacciano), viviamo in un paese di quasi solo anziani quindi essendo un gruppo di giovani tutto fare troviamo molto facilmente lavoretti da fare.
Poi abbiamo dei prodotti nostri che vendiamo, uova, verdure, composte, pasta fresca e secca…
E con queste due fonti di entrate andiamo avanti facilmente.
Ogni tanto abbiamo bisogno di risorse in più per fare lavori straordinari di una certa entità, e in quel caso entrano in gioco le donazioni private di qualcuno di noi.
Se nessuno fa donazioni si rimandano i lavori straordinari.

In questo caso mettiamo da parte i materiali poco alla volta mensilmente e quando c’è tutto il necessario facciamo i lavori.

Uhmm… già è vero, si può fare così… 🙂 La domanda che si fanno un po’ tutti… ma con la vendita di prodotti agricoli e alimentari trasformati… ci si guadagna abbastanza per vivere?

Per voi sono più importanti i lavoretti esterni o i ricavi dall’attività agricola?

Senza dubbio i lavori esterni. Con le vendite racimoliamo solo qualcosina in più. Però c’è da dire che non siamo assolutamente a livelli di produzione ancora decenti… E ovviamente diamo la priorità all’autoconsumo quindi vendiamo solo ed esclusivamente l’eccedenza. Quindi diciamo che fisicamente ci entrano pochi soldi con i prodotti ma bisogna considerare il grande risparmio che otteniamo con l’autoproduzione sui generi alimentari.

In più abbiamo un’ottima rete di baratto, che è difficilmente calcolabile in termini strettamente economici e monetari.

Avete qualche metodo particolare per risolvere i conflitti interni al gruppo?

Non utilizziamo metodi speciali di risoluzione dei conflitti… Puntiamo sulla sincerità e sul parlare tanto di qualunque problema. Alla fine troviamo sempre una quadra.

Grazie Serena, ci hai dato tante informazioni interessanti. 🙂

Figurati. 😊

Un’ultima domanda: in quanti siete?

Siamo Gaia, Pietro, Sebastiano, Robert, e io, Serena.

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