La Comunicazione Non Violenta è uno tra i metodi più conosciuti che si offrono di risolvere i conflitti individuali e sociali. Se frequentate il mondo degli ecovillaggi probabilmente ne avete sentito parlare. Ma non funziona, vediamo perchè.

Il processo di comunicazione della Comunicazione Non Violenta si suddivide in quattro passi:[1]

  1. Osservazione dei fatti
  2. Identificazione dei sentimenti
  3. Riconoscimento dei bisogni
  4. Espressione delle richieste

Dunque secondo la Comunicazione Non Violenta il primo passo è risconoscere oggettivamente i fatti, slegandoli da una loro valutazione e interpretazione.

Già questo passo è impossibile, e anzi pericoloso. E’ il frutto di una concezione della nostra mente terribilmente semplicistica. Non è possibile osservare i fatti oggettivamente, in quanto il soggetto non si può distaccare dal suo oggetto di osservazione. L’intera storia del pensiero umano parla proprio di questo!

Già basterebbe questo per togliere valore ai metodi della Comunicazione Non Violenta, ma andiamo avanti.

Al secondo punto c’è l’identificazione dei sentimenti. Qui l’obiettivo è riconoscere la componente emotiva nelle relazioni umane. Questo è giusto, ma riconoscere questa ovvietà, non porta ad alcuna conseguenza. La Comunicazione Non Violenta ci vuole illudere che basti riconoscere il ruolo giocato dalle emozioni, per potersi distaccare da esse. Non è così, la componente emotiva resta sempre nelle nostre relazioni, è inscindibile e profonda, ed è insediata nel nostro inconscio.

I punti tre e quattro sono il riconoscimento dei bisogni e l’espressione delle richieste.

Come sopra, è impossibile arrivare davvero a un riconoscimento effettivo dei bisogni, se non a costo di una semplificazione infantile. E stesso discorso vale per l’espressione delle richieste.

Insomma tutto il processo della Comunicazione Non Violenta si basa un’estrema semplificazione di come noi esseri umani siamo fatti, e di come funziona la nostra mente, che farebbe inorridire tutti i più grandi pensatori che ha avuto l’umanità, dalle origini della filosofia e della scienza ad oggi.

Le relazioni umani hanno una complessità intrinseca, e inoltre sono ricchissimi di effetti di retroazione, e quindi non si possono banalizzare in questo modo.

La Comunicazione Non Violenta, e altri metodi simili, si basano quindi su un inganno. E poi sul respingere categoricamente ogni possibile critica e tentativo di svelare la verità. Sono metodi che quindi anzi sono per loro natura violenti e opprimenti.

Detto questo, può essere utile conoscere questi metodi, perchè ad esempio è utile riflettere sul ruolo giocato dalla componente emotiva nelle nostre relazioni. Ma nulla di più, questi metodi possono al massimo essere uno spunto di riflessione, non metodi da applicare davvero in situazioni di conflitto e per la facilitazione della vita comunitaria.

I conflitti e i rapporti individuali sono interazioni complesse che non ammettono metodi semplicisti per loro soluzione.

E a conclusione dell’articolo, voglio darvi la mia personale soluzione ai conflitti individuali: non c’è soluzione, sono una battaglia che ognuno di noi deve continuamente combattere, e a nostro conforto possiamo tenere bene a mente la poesia di Giuseppe Ungaretti “M’illumino d’immenso”.

Ognuno sta sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.

Non si sceglie di vivere in un ecovillaggio perchè i conflitti in queste comunità riescono miracolosamente a trovare una soluzione, per andare tutti d’accordo. Un ecovillaggio è una comunità dove si ricerca un modo evolutivo di vivere insieme, e anzi questo si può fare solo a costo di tanti conflitti.

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